«Suora, il pane è più facile da condividere»

Cari amici,

l’aiuto che riceviamo nelle nostre missioni è una vera sorgente di speranza e di forza per i più poveri tra i poveri, come amava ripetere San Luigi Orione. Siete voi, cari benefattori, ad aver donato speranza e gioia a centinaia di bambini e alle loro famiglie in tante parti del mondo.

Nel cuore dell’Africa e dell’Asia, nelle nostre missioni dedicate a chi ha più bisogno, lontane dai luoghi turistici e spesso dimenticate dal mondo, si vive una realtà segnata dalla povertà e dalla sofferenza. Quando la stagione delle piogge tarda ad arrivare, centinaia di famiglie soffrono la fame e vivono ogni giorno nell’angoscia del domani.

Eppure ci sono giorni in cui tutto cambia.

Quando le suore preparano il pranzo nella missione, i bambini corrono verso la chiesa con i loro piatti tra le mani. La gioia della Buona Notizia si unisce alla gioia semplice e immensa di sapere che, almeno quel giorno, potranno mangiare fino a sazietà.

In quei momenti sanno di non essere più soli. Sanno che qualcuno si è accorto di loro, che qualcuno li ricorda, che qualcuno, da qualche parte del mondo, ha acceso una luce di speranza che illumina i loro volti sorridenti chinati su un piatto pieno di cibo.

Non ci avete mai deluso, e per questo desidero ringraziarvi con tutto il cuore.

Grazie al vostro sostegno possiamo garantire il feeding program, offrendo ogni giorno piatti pieni di riso, verdure e carne. Ma non solo. Grazie alle raccolte fondi e alle offerte personali che inviate alle nostre missioni, le suore possono preparare e distribuire pacchi alimentari a centinaia di famiglie che vivono nelle savane intorno alle nostre comunità.

Molti bambini provengono da villaggi lontanissimi, spesso a decine di chilometri dalle città. Senza questo aiuto non potrebbero frequentare la scuola.

Per loro il vostro sostegno significa soprattutto educazione, significa la possibilità di costruire un futuro diverso.

Se chiedete a uno di questi bambini quale sia il suo sogno, quasi tutti risponderanno allo stesso modo: un quaderno e un paio di scarpe per poter andare a scuola.

Cari amici, grazie ancora, di cuore.

Anche quest’anno, grazie a voi, i bambini delle nostre missioni possono mangiare ogni giorno fino a sazietà, condividere dolci e frutta e, molto spesso, portare a casa un pezzo di pane dopo la scuola.

È diventata ormai una bellissima tradizione, che porta con sé un ricordo che custodisco nel cuore.

Molti anni fa, durante una gita, avevamo dato ai bambini qualche soldo da spendere liberamente. Ero convinta che sarebbero tornati con caramelle, gomme da masticare o lecca-lecca.

Con mia grande sorpresa, li vidi tornare uno dopo l’altro con un filone di pane stretto sotto il braccio.

Domandai: «Ma non volevate comprare dei dolci?».

Uno di loro mi rispose con una semplicità che non dimenticherò mai:

«Suora, il pane è più facile da condividere.»

Quelle parole sono rimaste scolpite nel mio cuore.

Dopo aver mangiato a sazietà, quei bambini ricevono in dono il pane e corrono a casa perché nessuno della loro famiglia debba soffrire la fame. Li aspettano i genitori, i nonni, i fratelli. È con loro che desiderano condividere quella gioia.

Perché non esiste festa che possa essere vissuta davvero se lasciamo qualcuno fuori dalla nostra gioia.

Per questo, a nome mio, delle suore missionarie e soprattutto dei nostri bambini, desidero dirvi oggi il nostro più sincero grazie per il vostro sostegno.

C’è un grande mistero nell’amore di Dio: Egli colma della sua grazia e della sua benedizione coloro che aprono le mani per donare. Una mano chiusa a pugno non può essere riempita. Occorre aprirla, e allora Dio la colmerà di tutto ciò di cui abbiamo veramente bisogno.

Grazie di cuore. Che il Signore vi benedica e ricompensi abbondantemente la vostra generosità.

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